Press

TUTTA CASA LETTO E CHIESA
Sandro Mabellini





” La scenografia crea un realistico ambiente borghese nel primo monologo, che con un sapiente gioco di luci si trasforma in un spazio di coscienza per poi diventare interno di un appartamento popolare e nell’epilogo luogo fatato e incantato grazie a pochi dettagli funzionali per brevi cambi scena.”
http://www.klpteatro.it/tutta-casa-letto-e-chiesa-lodovini-rame-fo-recensione


TANZ

I am very proud to work as an artistic assistant to Dario Tortorelli, nominated by Marcelle Schots as a promising talent in the new yearbook of TANZ – Zeitschrift für Ballett, Tanz und Performance (der theaterverlag)!

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Nomination for Nederlandse Dansdagen 2018

I am very proud to work as an artistic assistant to Dario Tortorelli, who was recently nominated for the Nederlandse Dansdagen 2018 Prize. 

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Tutta Casa, Letto e Chiesa 
Sandro Mabellini

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Che tempo che fa / Fabio Fazio – Rai1 (National Italian Tv)  – 26.11.2017


Affogare 
Marco Berton Scapinello

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Selected for the ROME INDEPENDENT PRISMA AWARDS

” [..] It is still very clear what this movie has to offer and what its merits are […].

“Drown”, an Italian drama that is currently in its last phase of post-production, it’s a beautifully acted film that delves deep into the protagonist’s loneliness and desperation.
What lies behind the untamed rage of its violent behavior is a history of frustration, isolation and disconnection from the mechanisms of the world that try to violate and deny his identity, the outside world that resembles an ocean in which the only way not to drown is to keep swimming against the tide, trying to float and stay up. But each of the actions the protagonist tries to do to reach a state of so-called “balance” produces the opposite effect, increasing his state of alienation.
In this kind of stasis in which he seems imprisoned, it becomes almost impossible to show that sincere, fearless kind of love that would be his only way out.
The public can just watch how everything drowns down into the abyss.”

ROME INDEPENDENT PRISMA AWARDS JURY


Trainspotting
Sandro Mabellini

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Il Giorno, 2018

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Repubblica 2017

 

28:10:'16 Repubblica

Repubblica 2016

[…] Lo spazio nudo delle Carrozzerie n.o.t viene invaso da una caotica confusione, riflesso di quella che alberga nella psiche dei protagonisti,: plasmata dagli elementi scenici sapientemente assemblati da Chiara Amaltea Ciarelli i microfoni con sembianze di lampadine accendono i riflettori sullo squallore esistenziale dei personaggi in scena, una tenda assolve a seconda dei diversi segmenti narrativi una diversa funzione tramutandosi da rifugio in cui asserragliarsi in sepolcro che sancisce l’epilogo di un’inquieta parabola terrena, il tutto mentre un monitor dallo sfondo scandisce inesorabile il susseguirsi dei capitoli della narrazione. […]

Saltinaria.it  2016

 

[..] Lo spettacolo riesce a essere convincente per quanto rispetta e mette in luce lo spirito del romanzo e per quanto riesce a raccontare un modo di vivere di alcuni in quell’epoca e, insieme, il male assoluto e l’autodistruzione data dalla tossicodipendenza (non è nemmeno necessario dirlo: appare evidente). Riesce a destare negli spettatori una sorta di orrore, che diventa una bella scossa per chi guarda e questo proprio grazie alla capacità di regista e interpreti di suscitare consapevolmente fastidio e disgusto, ancor più che angoscia. Loro sono attori: si spoglieranno e si cambieranno.

Spettacolinews.it 2018

 

Replaceable Parts
Oulu Dance Hack

Press Review

Finalnd 2016

 

March Hare
Intervista Sliding Arts – Marta Scano/Elena Bozzo

 

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[…]

Il tuo progetto investiga il personaggio fuori dal ruolo, oltre la maschera, e ci fa ri ettere su un quesito: “cosa succederebbe se la Lepre Marzolina smettesse di correre dietro al tempo?” Sappiamo che la Lepre Marzolina perde irrimediabilmente il concetto di tempo, per lei sarà sempre l’ora del té. Perché si parla di ossessione del tempo?

 

La Maschera come oggetto impone a chi la porta quel specifico ruolo prevaricando l”io” di chi la indossa, diventando seconda pelle o addirittura prendendo il sopravvento. Una volta tolta la maschera si rimane nudi davanti a se stessi ed è per alcuni una situazione insostenibile se abbituati al conforto del personaggio. Da qui nasce l’ossessione della Lepre per il tempo, lei cerca in tutti i modi di tornare indietro, di ricuperare quella maschera. Inoltre la diversa percezione del concetto di tempo è la prima cosa che caratterizza una mente malata.

Il pubblico si ritrova per un attimo nella sua mente dove il tempo e lo spazio sembrano dilatati e alterati. Si mette in scena un luogo dove “la freccia del tempo psicologica, cioè [come spiega S. Hawking] la direzione in cui noi percepiamo il passaggio del tempo, ricordando il passato ma non il futuro”, viene alterata. Il pubblico avrà a che fare con una mente disturbata, ossessionata appunto e dunque una freccia del tempo reversibile a piacimento.

Sliding Arts –  http://slidingarts.com 2015

 

Alice in Wonderland
Sandra Bourhani

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[…] I tried to tell this story in my personal way, finding my very own wonderland. I focused my work trying to adapt this story to our modern generation, having a contemporary-looking Alice, and a modern approach to the editing. We create the house trying to put strong and brilliant colours. Thanks to a really great art director, Chiara Amaltea Ciarelli, we create a new wonderland house, with a funny, funky and fascinating Alice. […]

Fashion Magazine 2015

 

Cappuccetto Rosso
Sandro Mabellini

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[…] A identificare la nonna e il lupo, interpretate rispettivamente dalla bambina e dalla mamma, sono le maschere di Chiara Amaltea Ciarelli, che nella loro semplice geometria evocano i caratteri dei personaggi per astrazione e contribuiscono, insieme alle luci e ai pochi elementi scenici, a porre l’attenzione sull’equilibrio misurato dei gesti delle attrici, nella dimensione poetica della aba. […]

Milanoinscena.it – 2014

[…] servendosi anche di maschere bianche, stilizzatissime, e sommari accenni di costume indossati “a vista”. Maschere, gesti, luci, effetti sonori formano una specie di scarna partitura, una serrata trama acustica e visiva realizzata con cura impeccabile, senza una sbavatura, senza un det- taglio fuori posto. Ed è proprio questo linguaggio che sembra costruirsi passo passo a determinare il fascino principale dell’insolita performance.

DelTeatro.it, Renato Palazzi – 2014